

Η καινουργια δουλειά των WARSHIP πολύ εξαίσια, κινείται στο Heavy Metal με επιροές απο Running Wild. Ο δίσκος περιέχει 7 συνθέσεις πολύ δυνατές. Η παραγωγή του δίσκου πολύ καλή, άριστη ο δυναμισμός που διακατέχουν τα κομμάτια είναι καταπληκτικός. Ο Καπετάν Φόρης και η παρέα του σπιντάρουν και αλοίμονο όποιος βρεθεί ανίδεος στο ηχητικό τους μουσικό πέρασμα. Αληθινό Heavy Metal από τούς WARSHIP, ο δίσκος έχει και ένα καταπληκτικό εξώφυλλο.
PANOS IMMORTAL

La formazione greca dei Warship nasce per volonta del cantante/chitarrista Captain Foris, uno che capitano lo e stato realmente per otto anni a capo della "Saint Kostantinos" avvicinandosi alla musica poco prima dei trenta anni. Partorito il progetto con un monicker come Warship sembro logico che ci volesse un capitano a comandare la nave. Lo spirito libero di chi vive in mare e lo spunto primordiale che da vita alle composizioni, l'album "The First Wave" e quella che si puo definire la prima uscita ufficiale contenente sette brani di puro e semplice heavy metal. Le influenze sono disparate ma confluiscono spesso e volentieri nei due panorami musicali storici teutonico e inglese, fonti da cui chiunque si sia cimentato in tali prove bene o male ha attinto, Motorhead, Priest, Maiden e gli intramontabili Running Wild (chi meglio di loro per rivivere esperienze di viaggio attraverso il mare) sono percettibili nel sound genuino delle chitarre e nelle ritmiche di episodi che fanno leva su un discreto impatto e qualche buona atmosfera che vedono concretizzarsi gli sforzi profusi per creare un disco piacevole. L'opener "300" ha un ritornello accattivante, "Fight Or Die" e una scarica d'adrenalina incalzante, la band trasuda passione, non ci sono tecnicismi particolari ma possiede le doti per farsi ascoltare, lo strumentale "Heavy Sea" e uno dei momenti piu alti dell'album, la figura dei Maiden si evidenzia nel composto grazie alle famose "cavalcate" marchio di fabbrica degli inglesi. "Pirates Of The Seven Seas" sarebbe una bella hit, purtroppo la voce di Foris, si roca e minacciosa, tende pero a mangiarsi qualche parola di troppo, alle volte si fa quasi fatica a capire cosa stia dicendo, bello il lavoro solistico in una "The World's End" dai tratti piu morbidi, i ruvidi riff spigolosi vengono messi di lato per far posto a una rilassata e malinconica compagnia in cui la sei corde si esprime al meglio. C'e poi un velo seventies che di tanto in tanto si fa notare, in "Fuck Them All" tale sensazione diviene una realta, il che non dispiace affatto visto che solleva ricordi graditi. I problemi fanno riferimento soprattutto alla produzione, il basso e la vittima designata, troppe volte finisce sotto, coperto dalle tonalita alte mentre la prova dietro il microfono oltre a peccare di mancata intelligibilita delle parole e distorta, quasi soffocata in alcuni momenti, come avviene nei cori. Non mancano di sicuro la buona volonta e la passione nel suonare cio che piace, purtroppo non bastano per offrire una prova che in un quadro generale si possa ritenere pienamente sufficiente. L'esperienza acquisita e un controllo piu accurato nel lavoro svolto dietro il mixer eviteranno il ripetersi di tali difetti e allora si che potremo cantare come pirati andando dietro ai ritornelli dei Warship.
MOURNING

Warum nennt eine Band ihr zweites Demo "The First Wave"? Nun, mu?ig daruber zu spekulieren, widmen wir uns also einfach der Musik. Und da hat sich im Vergleich zum Debut-Demo doch einiges getan. Bandleader und Kapitan Foris hat nicht nur die Laufzeit gegenuber "Attack" fast halbiert, was das Gesamtergebnis sehr viel kurzweiliger erscheinen lasst, er hat auch die Songs kurzer und knackiger gestaltet und dem Bandgefuge einen echten Drummer einverleibt, was dem Produkt spurbar gut tut. Ansonsten widmet sich der auf Quartett-Gro?e angewachsene griechische Haufen noch dem klassischen Heavy Metal und misst den Melodien dabei eine gro?e Bedeutung bei. Wahrend der Opener "300" fur Warship-Verhaltnisse meines Erachtens ungewohnt episch klingt, sind "Pirates Of The Seven Seas" (mit coolem Intro aus einem alten Piraten-Schinken) oder "The World's End" denn eben typische Warship-Songs, die zwar ungeheuer old-fashioned, aber nicht minder kurzweilig klingen und genau die richtige Ware zum netten Nebenbeihoren darstellen. Mit "Fuck Them All" legen Foris & Co. genau an der richtigen Stelle einen Zacken an Harte zu, bevor uns mit dem letzten Song, "No Escape", ein Instrumentalstuck mit Focus auf klassischer, melodischer Gitarrenarbeit erwartett. Auch wenn die Produktion modernen Ma?staben sicherlich nicht gerecht wird, haben sich Warship in quasi allen Bereichen (Songwriting, echter Drummer statt monotoner Computer etc.) verbessert und ein kurzweiliges Demo-Album veroffentlicht, welches alle Fans klassischen Metals mit viel Engagement und tollen Melodien uber die raue See fuhrt.
STEPHAN BECKER
